Autore: wp_5978506
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Philip Gossett, I protestanti nell’opera lirica
Testo della prolusione del prof. Philip Gossett, in occasione dell’apertura del CLI Anno accademico della Facoltà valdese di Teologia. A lungo, nell’opera lirica, le differenze religiose non appaiono caratterizzate da musicalità diverse. Nel secondo quarto del XIX secolo si incomincia a introdurre un colore locale cercando di tradurre in musica differenze etniche. Ne Les Huguenots (1836) di Giacomo Meyerbeer (1791-1864) la musica riflette la drammatica contrapposizione tra ugonotti (che cantano anche Forte rocca) e i nobili cattolici. In Stiffelio di Giuseppe Verdi (1850), il protestantesimo è fondamentale; non solo tutti i personaggi sono protestanti, ma si affronta un problema spirituale: come può un pastore predicare la Parola di Dio mentre la sua vita è travagliata dalle esperienze e dai sentimenti che possono capitare a tutti, in questo caso quelli legati alla scoperta del tradimento della moglie? La censura austriaca occultò ogni ri- ferimento alla Bibbia e al protestantesimo, ma dalla ricostruzione del testo critico emerge con quale incisività Verdi seppe affrontare un tema interiore e spirituale, che corrispondeva al suo proposito di innovare l’opera lirica, alla sua tensione etica e forse anche rispondeva all’ostilità che egli avvertiva per la sua relazione con una donna sposata. Nell’Ottocento l’opera non ebbe successo, nessuno capì la tensione che la animava. Oggi che la possiamo rivedere nella for- ma che Verdi le volle dare, essa ci parla, e con grande intensità.
Philip Gossett, Protestants in Opera
This is the text of a Lecture by Prof Philip Gossett for the opening of the 151st academic year of the Waldensian Theological Seminary in Rome. Religious differences were not characterised by particular musical differences in opera for a long time. In the second quarter of the 19th century composers began to intro- duce local colour in an attempt translate ethnic differences into a musical idiom. In Giacomo Meyerbeer’s Les Huguenots (1836) the music reflects the dramatic opposition between the Huguenots (who even sing A mighty fortress) and the noble Catholics. In Giuseppe Verdi’s Stiffelio (1850), Protestantism is fundamental. All the characters are Protestant and in addition the opera poses a spiritual question: how can a pastor preach the word of God while his own life is in crisis due to experiences and feelings which might happen to anyone, in this case connected to his wife’s adultery? Austrian censorship removed all references to the Bible and to Protestantism, but a critical reconstruction of the text shows us just how incisively Verdi treats this inner, spiritual theme. Indeed it is a good example of the way in which Verdi wished to renew opera and illustrates his own inner tensions and perhaps also the hostility he experienced for his relationship with a married woman. The opera was not a success in the 19th century and no one really understood the tension that breathes through it. Now that we can see and listen it in Verdi’s original version, however, it speaks to us with great intensity.
Gianni Long, Giorgio Peyrot. Un profilo
L’Autore, professore di diritto parlamentare alla LUISS e attuale Presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia, percorre sinteticamente (per l’approfondimento, si rinvia al contributo successivo) l’opera del giurista evangelico recentemente scomparso, dai dibattiti intorno all’Assemblea costituente fino a quelli relativi all’accettazione o meno dell’otto per mille da parte delle chiese valdesi e metodiste.
Gianni Long, Giorgio Peyrot. A Portrait
The Author – professor of Parliamentary Law at LUISS University and President of the Federation of Protestant Churches in Italy – gives a brief sum- mary of the work of this Protestant lawyer and legal expert who recently died. It covers the period from the Constitutional Assembly to the recent debates on whether the Waldensian and Methodist Churches should accept the eight per thousand from the state on tax returns.
Franco Giampiccoli, In memoria di Giorgio Peyrot
Nel trentennio in cui l’ordinamento valdese è stato profondamente rielaborato (1953-83), Giorgio Peyrot ha svolto un ruolo preminente in quattro ambiti. Ha impostato il lavoro del quindicennio che ha portato nel 1974 al varo della Disciplina generale, la cornice che racchiude l’unione delle chiese valdesi di qua e di là dell’Atlantico, centrata su un unico sinodo articolato in due sessioni. Ha condotto l’ultima fase delle trattative per l’integrazione tra valdesi e metodisti iniziate nel 1942 e concluse con i Patti di Integrazione del 1975-79. A par- tire dal 1948 ha propugnato l’utilizzo delle intese previste dall’art. 8 della Costituzione, in funzione di garanzia di libertà religiosa, fino alla trattativa effettiva, condotta con Giorgio Spini e Sergio Bianconi, tra il 1977 e il 1981. Nell’ambito della Commissione per le discipline, ha riordinato l’intera materia regolamentare in vista della pubblicazione della Raccolta delle Discipline vigenti nell’Ordinamento valdese (1983).
Franco Giampiccoli, In memory of Giorgio Peyrot
During the thirty years between 1953-1983 when the organisation of the Waldensian Church was profoundly transformed, Giorgio Peyrot played a key role in four different areas. He was responsible for the fifteen years of work which resulted in 1974 in the General Rules, the framework which unites Waldensians on both sides of the Atlantic in a single Synod with two sessions. He also led the final phase of the negotiations for the integration of the Waldensian and Methodist Churches, begun in 1942 and finally concluded in 1975-1979 with Integration Agreement. Then also, beginning in 1948 he was very much wanted to take ad- vantage of article 8 in the Constitution which offered churches the possibility of formal agreements with the Italian state. He saw this as a guarantee of religious freedom and participated in the negotiations led by Giorgio Spini e Sergio Bianconi between 1977 and 1981. Finally as a member of the Commission on Order he rearranged church rules for the publication of Collected Rules for the Ordering of the Waldensian Church (1983).
Yann Redalié, Il corpo e la prassi sportiva nella tradizione protestante
Lo sport moderno nasce nell’Inghilterra dell’Ottocento, risultato di una trasformazione educativa dei giochi popolari tradizionali e delle arti aristocratiche. In questa trasformazione, nella quale i movimenti, associazioni, scuole, collegi e università di tradizione protestante hanno avuto, in molti casi, un ruolo determinante, tutto accade come se i valori morali e educativi evidenziati nella gara sportiva, usata come metafora dalla filosofia del tempo di san Paolo e in parte rielaborata dall’apostolo, venissero reinvestiti direttamente nell’attività sportiva stessa. La gara non è più solo metafora, diventa diretta portatrice di va- lori morali. In questa valorizzazione dell’attività sportiva, un posto di rilievo vie- ne riconosciuto alle Young Men Christian Associations (YMCA), che con le palestre, le piscine, l’invenzione della pallacanestro e della pallavolo, hanno avuto un ruolo di primo piano nella creazione e nella diffusione internazionale di nuovi modelli sportivi e nella formazione universitaria relativa allo sport.
Yann Redalié, The body and the Protestant sports tradition
Modern sports began in England in the 19th century when folk games and aristocratic contests were transformed and incorporated into the educational scheme. Protestant movements, associations, schools, colleges and universities played a vital part in this transformation, which attributed the moral and formative values of competition to the particular sports themselves. The metaphor of the race had been used by philosophers for a long time, and indeed the Apostle Paul used it and in part developed it, but now the metaphor gives way to the idea of the race as a moral attribute. The Young Men’s Christian Association (YMCA) played a significant role in promoting sports. The ‘Y’ with its gyms, pools, with the invention of basket-ball and volley-ball was instrumental in crea- ting and popularising new models of sportsmanship round the world and sports as an integral part of university education.
Albert De Lange, Carlo Papini, Valdo di Lione e i «Poveri nello spirito»
Il contributo presenta l’importante monografia di C. Papini I Poveri nello spirito, dedicata al primo secolo di storia valdese, evidenziandone la portata inno- vativa nell’ambito della storiografia sul movimento valdese.
Albert De Lange, Carlo Papini, Valdo di Lione e i «Poveri nello spirito»
A discussion of Carlo Papini’s important book, I Poveri nello spirito, which examines the first century of Waldensian history. In particular, De Lange shows how Papini’s book is innovative in its treatment of the movement.
Paweł Gajewski, Introduzione e Documento di studio della Commissione sinodale ad referendum sull’ecclesiologia
Pubblichiamo il documento presentato al Sinodo 2005 delle chiese evangeliche valdesi e metodiste dalla Commissione nominata per approfondire alcuni aspetti dell’ecclesiologia protestante nell’attuale contesto. Il Testo è preceduto da una densa presentazione del coordinatore della commissione, past. dott. Paweł Gajewski.
Paweł Gajewski, Introduction and Study document from the Synodical Commission for a referendum on Ecclesiology
This is the document presented at the 2005 Synod of the Waldensian and Methodist Churches by the Commission named to explore certain aspects of Protestant ecclesiology in the present context. The text is preceded by a rich pre- sentation by the Convenor of the Commission, Revd Dr Paweł Gajewski.
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E. Noffke, Il sacrificio e il Tempio nel mediogiudaismo: storia di un divorzio consensuale
Il mediogiudaismo segna il passaggio da una religione sacrificale a due nuove, interamente svincolate dal sacrificio (giudaismo rabbinico e cristianesimo): com’è possibile che questo sia avvenuto senza particolari traumi? In realtà, numerosi segnali indicano che altre pratiche stavano sostituendo il sacrificio. Nella diaspora ellenistica in particolare, l’attenzione si era spostata dalla vittima al- l’attitudine morale del sacrificante. In generale, si diffonde l’idea che il sacrificio volontario di una persona possa indurre Dio a intervenire in favore del popolo, fino a perdonare i suoi peccati. Alcuni gesti, come le abluzioni, stavano assumendo una proprietà purificatoria prima attribuita ai soli sacrifici (forse anche il battesimo di Giovanni), per non parlare delle forti critiche alla gestione del sacrificio a Gerusalemme e del crescente spazio occupato dalla preghiera e dalla lettura della Torah. La distruzione del Tempio nel 70 non ha fatto altro che accelerare un processo in atto da tempo.
Middle Judaism was characterized by the passage from a religion based on sacrifices to two new religions without sacrifices, namely Christianity and Rabbinic Judaism. The main signs of this passage are the following: the attention was shifting from the sacrifice itself to the attitude and moral character of the one sacrificing, especially in Hellenistic Judaism; the idea that a person’s voluntary sacrifice could induce God’s intervention in favour of the people, even to the forgiveness of sins. Some acts, ablutions for instance, were substituting sacrifices as purification rites, which were first attributed only to sacrifices. It is even possible that John’s baptism was intended for this purpose. There was also strong criticism on sacrificial rites practiced at the Temple in Jerusalem and a growing devotion to prayers and the reading of the Torah. The Temple’s destruction in 70 just accelerated an ongoing process.
R. Carbone, Temporalità, relazione e angustia nell’esperienza effettiva della vita: Heidegger a confronto con Paolo e Lutero
Negli anni 1920-1923 Heidegger si confronta con il cristianesimo delle origini, in particolare le lettere di Paolo e con le opere del giovane Lutero. Nelle Lezioni sulla Lettera ai Romani e nella Disputa di Heidelberg il filosofo tedesco scopre gli strumenti e le argomentazioni per mettere in discussione la filosofia e la teologia cristiane. L’articolo si propone di analizzare come Heidegger interpreti i testi del giovane Lutero in relazione al significato del cristianesimo delle origini.
During 1920–1923 Heidegger studied the earliest period of Christianity, especially Paul’s letters, and in the same period also looked at Luther’s early works. In Luther’s Commentary on Romans and his Disputation in Heidelberg, Heidegger discovered the tools and points of discussion which he would then apply to Christian philosophy and theology. This article shows how Heidegger’s interpretation of Luther’s early works is related to his understanding of primitive Christianity.
E. Cerasi, Verso una comunità confessante. Le tesi di Yoder su Barth
Il saggio espone le tesi di Yoder sulla teologia politica di Karl Barth, letta co- me crisi della sintesi costantiniana di chiesa e Stato. L’ecclesiologia, ma anche la dottrina della santificazione esposta in KD IV/2, nonché le posizioni pacifiste maturate dagli anni Cinquanta in poi avrebbero condotto Barth verso la tradizione della free church. Dopo aver esposto le obiezioni di Hunsinger alle tesi di Yoder, l’articolo discute in particolare il saggio di Barth Christengemeinde und Bürgergemeinde.
This article discusses Yoder’s theory about Karl Barth’s political theology. Yoder reads Barth’s work as a point of crisis in the synthesis between Church and State effected by Constantine. Yoder believes that Barth’s ecclesiology, his doctrine of sanctification as expressed in KD IV/2, and the the pacifist position he developed beginning in the ’50s urged Barth towards a free church tradition. The article goes on to look at Hunsinger’s objections to Yoder’s theory and then discusses Barth’s essay Christengemeinde und Bürgergemeinde.
S. Rostagno, Million Dollar Baby
Partendo dalla pellicola Million Dollar Baby si fa emergere il messaggio di speranza che il film trasmette. Il «milione di dollari» esprime il valore di ciascuno di noi, valore che non si può dosare o misurare, aumentare o abbassa- re, ma deve soltanto essere riconosciuto. Si esamina, infine, il problema del- l’eutanasia.
Rostagno discusses the message of hope which lies buried in the film ‘Million Dollar Baby’. ‘A Million Dollars’ stands for the value of every individual, a value which cannot be quantified, measured, increased or decreased, but is only to be recognised. The article goes on to look at the question of euthanasia.
F. Ferrario, L’ecumenismo secondo Walter Kasper
L’autore esamina due recenti raccolte di saggi del card. Kasper. Essi delineano un progetto ecumenico al quale, a parere del recensore, le chiese della Riforma non potrebbero aderire se non a prezzo della loro stessa ragion d’essere.
The author looks at two recent collections of essays by Cardinal Kasper. They outline an ecumenical programme to which the author believes it would be impossible for the Churches of the Reform to agree without compromising the very reason for their existence.
G. Genre, Un’assemblea consapevole
L’autore, rappresentante della chiesa valdese alla recente assemblea del Consiglio ecumenico, traccia un sintetico resoconto dei dibattiti, nel quadro dell’attuale situazione dell’ecumenismo e del Consiglio.
Gianni Genre represented the Waldensian Church at the recent meeting of the Ecumenical Council. Here he summarises the debates for us and situates them in present ecumenical situation and the Council as it now stands.
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E. Genre, Dietrich Bonhoeffer: la spiritualità di un cospiratore tra profezia e biografia
Prendendo come riferimenti il periodo di vicariato di Bonhoeffer a Barcellona (1928) e la lettera a Bethge, scritta il giorno dopo il fallito attentato a Hitler (21 luglio 1944), l’A. individua nel profetismo biblico classico, e in particolare nel profeta Geremia, il canovaccio di una spiritualità evangelica radicata nella Scrittura, tra promessa e giudizio, in cui la fede e l’etica sono sfidate, contraddette dagli avvenimenti della storia. Sfide e contraddizioni che si intreccia- no con la coscienza di una vocazione cristiana che si interroga coram Deo.
The author takes two reference points in his study of Bonhoeffer – the period of Bonhoeffer’s curacy in Barcelona (1928) and the letter he wrote to Bethge on the day after the attempt on Hitler’s life (21 July 1944). Genre maintains that the underpinning of Bonhoeffer’s radical scriptural spirituality is to be found in the Hebrew prophets, particularly Jeremiah. His life is a spiritual one in which God’s promise of salvation and the idea of God’s judgement contend, and in which historical events challenge and contradict Bonhoeffer’s faith and ethical convictions. But these challenges and contradictions are intertwined with Bonhoeffer’s aware- ness that he is called to a Christian witness which questions itself coram Deo.
A. Pangritz, Mistero e «disciplina dell’arcano» in Dietrich Bonhoeffer
L’interpretazione della categoria di «disciplina dell’arcano» costituisce uno dei problemi più dibattuti negli studi sulle lettere dal carcere. L’A., uno specialista della materia, percorre l’arco della produzione bonhoefferiana, seguendo l’evoluzione del concetto e la sua incidenza sull’insieme dell’impianto teorico di Bonhoeffer.
Students of Bonhoeffer’s letters from prison disagree about how to interpret ‘the discipline of hidden things’. Pangritz, who is a specialist in this field, looks at the whole of Bonhoeffer’s work to see how the concept develops and what impact it has on his theoretical work.
F. Ferrario, Mondo adulto e teologia della croce. L’immagine di Dio nelle lettere dal carcere di Dietrich Bonhoeffer
L’A. ripercorre alcuni temi centrali della teologia bonhoefferiana del periodo di Tegel, assumendo come filo conduttore dell’esposizione la poesia Cristiani e pagani. La teologia della croce, la tematica dell’autonomia del mondo e la particolare lettura bonhoefferiana dell’annuncio della giustificazione si intrecciano in modo denso e carico di implicazioni anche per l’oggi.
Ferrario uses the poem Christians and Pagans as a guide in his consideration of some of Bonhoeffer’s central themes during the Tegel period. The theology of the cross, the theme the separateness of the world, and especially Bonhoeffer’s understanding of justification are closely connected and of continuing importance for us today.
D. Garrone, Fede e religione nella post-modernità: riflessioni a partire da Resistenza e resa di Dietrich Bonhoeffer
Il mondo completamente non religioso preconizzato da Bonhoeffer in Resistenza e resa appare oggi sostituito da una inattesa rinascita del religioso, non soltanto nelle aree di influenza del radicalismo islamico, ma anche nel cuore dell’Occidente: basti pensare agli evangelical negli Stati Uniti e alla chiesa cattolica in Italia e in Europa. Questa rinascita dà luogo a singolari alleanze tese a contrastare alcuni capisaldi della modernità democratica, soprattutto in materia di etica pubblica. Le considerazioni di Bonhoeffer sul rapporto tra Cristo e il mondo adulto mantengono la loro attualità, tanto più se si pone al centro la questione di una testimonianza alla rivelazione di Dio in Cristo fondata sull’evangelo.
The completely secular world which Bonhoeffer predicted in Resistence and Surrender, seems today to have given way to an unexpected blossoming of religion, not only in those parts of the world where radical Islam flourishes, but al- so right in the heart of the West. We might think of evangelicals in the United States, for instance, or the Roman Catholic Church in Italy and Europe. This re- birth of religion creates unusual alliances ready to challenge some of assumptions which inform modern democraies, especially on questions of public ethics. Bonhoeffer’s reflections on the relationship between Christ and our world continue to be relevant, especially when we consider his evangelical witness to God’s revelation in Christ.
F. Ferrario, Bonhoefferiana
Vengono presentate alcune opere su Bonhoeffer apparse in occasione delle celebrazioni del biennio 2005-2006.
F. Ferrario, Bonhoefferiana
The author introduces several works on Bonhoeffer published for the 100th anniversary of his birth.
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O. Abel, Elementi per un lessico disordinato dell’ermeneutica di Paul Ricœur
L’Autore traccia, in trenta concise «voci», un profilo critico dell’ermeneutica ricœuriana, suggerendo un percorso di lettura che fa del suo contributo una piccola introduzione al pensiero del filosofo.
O. Abel, A Disorderly Dictionary of Paul Ricœur’s Hermeneutics
Abel takes a critical look at 30 individual words in order to give us an outline of Ricœur’s theory of interpretation. The approach he suggests actually constitutes a brief introduction to the philosopher’s work.
F. Brezzi, Nominare diversamente Dio: «la preziosa dialettica di poetica e politica»
Nell’articolo si sceglie un filone particolare, tra le moltissime piste di ricer- ca percorse dal filosofo: quello definito da Ricœur in maniera minimizzante del «nominare Dio»; dapprima si segue Ricœur che, qualificata la sua come un’impresa ermeneutica in una lettura credente, disegna tre possibili cerchi: rapporto Parola-scrittura; legame parola-scrittura-comunità; e, infine, verità del testo e verità del soggetto.In un secondo tempo, si evidenzia come le soluzioni ricœuriane procedano «dal testo alla vita», in altre parole il «nominare diversamente Dio» possa indi- care anche un nuovo modo di abitare il mondo. Riprendendo le sue tesi relative alla ricchezza del linguaggio non obiettivante, Ricœur assimila i testi biblici ai testi poetici, nel senso originario di poiesis, da cui segue, da un lato, il ricco itinerario della polifonia biblica, e, dall’altro, il passaggio dalla poetica alla politica.
F. Brezzi, God by a Different Name: the precious discourse of poetry and politics
Brezzi considers one of the many trains of thought which Ricœur developed and which he somewhat dismissively called “naming God”. The author first con- siders Ricœur himself. He defined his analytic approach as a believer’s reading and offered three possible circles: the relationship: Word-scripture; the bond: word-scripture-community; and finally: the truth of the text and the truth of the subject. Brezzi then shows how Ricœur’s approach proceeds “from head to life”, meaning that “God by a different name” can also indicate a new mode of inhabiting the world. Ricœur returns to his theory about the richness of non-objectifying language and he compares Biblical texts to poetic texts, where poetic has its original meaning of poesis. This leads, on the one hand, to the rich itinerary of bi- blical polyphony, and, on the other, to the transition from poetry to politics.
D. Jervolino, Pensiero biblico e traduzione in Ricœur
Per Ricœur, i testi biblici offrono materia di riflessione al filosofo, perché rappresentano essi stessi una forma di pensiero, che va interrogato tenendo conto della storia delle letture fattane dalle diverse comunità di lettura e di interpretazione. Così, anche il rapporto fra il pensiero biblico e la cultura di accoglienza greca – con riferimento al celebre passo di Esodo 3,14 – può essere discusso facendo riferimento al problema ermeneutico della traduzione, problema che assume un particolare rilievo nell’ultimo Ricœur.
D. Jervolino, Biblical thought and translation in Ricœur
It was Ricœur’s view that Biblical texts offer material for philosophical reflection, because they themselves also represent a form of reflection, and so we need to approach those texts taking into account the ways in which different communities have read and interpreted them. In the same way we can discuss the relationship between Biblical thought and its reception into Greek culture, with reference to the hermeneutical problem posed by translation – the well known locus is Exodus 3.14. The question of translation occupies a particular place in Ricœur’s late work.
M. Miegge, Ermeneutica e libertà
Il passaggio dall’eteronomia alla autonomia è raffigurato da Kant come «uscita dell’uomo da uno stato di minorità imputabile a lui stesso». Analogamente, Paul Ricœur ha assegnato alla filosofia il compito di cooperare alla formazione di «un Sé adulto». Ma, nell’«età ermeneutica della ragione», la filosofia ha abbandonato le pretese di auto-fondazione. Affronta, invece, ed elabora ciò che sta “fuori”: un «mondo della cultura» già ricco di molteplici costruzioni di senso: simboli e testi, tradizioni e istituzioni. Per appropriarsi di quel mondo, la filosofia ermeneutica percorre la strada lunga dell’interpretazione, che attraversa i conflitti e il “sospetto”, senza perdere di vista il più distante orizzonte, della chiamata e della speranza.
M. Miegge, Hermeneutics and Freedom
Kant calls the transition from heteronomy to autonomy “man’s exit from the self-imposed condition of being a minor”. In a similar vein, Paul Ricœur said that the job of philosophy is to further the formation of “the adult Self”. However, in “the hermeneutic age of reason” philosophy has abandoned the pretence that it is self-created. Instead, it confronts and elaborates that which is “outside”; a “world of culture” already rich with multiple constructions of meaning – symbols and texts, translations and institutions. In order to appropriate that world, hermeneutics takes the long road of interpretation, crossing conflicts and “suspicion” without losing sight of the distant horizon of its calling and hope.
S. Rostagno, Saggi su Barth
L’Autore presenta una rassegna critica di sei recenti pubblicazioni sul pensiero di Karl Barth, sottolineando l’esigenza di una valutazione del XX secolo e del suo pensiero che ne evidenzi la problematica fecondità, alla quale la teologia protestante, e in particolare quella di Barth, hanno largamente contribuito.
S. Rostagno, Essays on Barth
The author takes a critical look at six recent publications about Karl Barth’s thought. Rostagno believes that it is important to evaluate 20th century thought with respect especially to the wealth of material it produced, and to which Protestant theology and particularly Barth’s contributed so much.
L. Scornachienchi, Ernst Lohmeyer, un martire nell’epoca degli estremi
L’Autore presenta la monografia di Andreas Köhn su uno dei più significati- vi esegeti del secolo scorso, la cui drammatica vicenda biografica non ha fino- ra ricevuto adeguata attenzione.
L. Scornachienchi, Ernst Lohmeyer, a martyr in extreme times
The author introduces an essay by Andreas Köhn on one of the most important Biblical scholars of the last century, whose dramatic personal story has received too little attention thus far.
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Wilhelm Hüffmeier, Protestantesimo come evento di comunione
L’Autore, per lunghi anni segretario della Comunità delle chiese protestanti in Europa (già Comunione ecclesiale di Leuenberg), traccia un bilancio del cammino ecumenico percorso dal protestantesimo, sottolineandone i risultati e le difficoltà. Nella conclusione, egli presenta le prospettive che la comunione rag- giunta tra le chiese evangeliche apre all’insieme del movimento ecumenico.
Wilhelm Hüffmeier, Protestantism as a communion event
For many years Hüffmeier was the Secretary of the Community of Protestant Churches in Europe (formerly the Leuenberg Ecclesial Communion). In this article he evaluates the development of ecumenism among Protestant churches, including the results achieved and the difficulties encountered. In his conclusion he outlines some possibilities which this communion among Protestant churches has opened up for the whole ecumenical movement.
Maria Cristina Laurenzi, Desperatio fiducialis: una rottura nel pensiero uniforme
Il pensiero non assume sempre la forma di una ricostruzione critica del dato mediante categorie razionali. Esso può anche riferirsi alla realtà nella forma di un rapporto che inizia e si svolge nel tempo e che dunque assume la forma di un processo. È il caso del pensiero biblico, rispetto al quale la critica storica deve confessare i propri limiti e lasciare che il senso si manifesti nei linguaggi storici. Ciò non significa rinunciare alla riflessione critica, bensì, al contrario, assumere un atteggiamento disincantato nei confronti delle pretese di autosufficienza di una ragione astrattamente concepita.
Maria Cristina Laurenzi, Desperatio fiducialis: a break with conformity
Biblical texts are not analytic, but rather narrative and poetic, and so refer to realities which are always in the process of becoming. Their deepest meanings emerge from the language in which they are expressed and from the reader’s response. That does not mean that Biblical texts are unsophisticated how- ever; rather it reminds us that critical historical analysis is not the best way to unlock their meaning.
Riccardo Maisano, Due note di Ernesto Buonaiuti su parousia ed epiphàneia
Viene proposta la rilettura di due saggi di Ernesto Buonaiuti, dedicati all’esame dell’influsso del linguaggio burocratico imperiale sull’uso dei vocaboli parousia ed epiphàneia nel Nuovo Testamento. Tale rilettura è l’occasione per proporre un approccio nuovo all’opera dello studioso, consistente nel definitivo superamento dei condizionamenti del passato e nell’individuazione del con- tributo propriamente scientifico e critico da lui dato al progresso delle conoscenze storico-religiose nell’Italia del primo Novecento e all’interpretazione delle Scritture.
Riccardo Maisano, Two notes of Ernesto Buonaiuti on parousia and epiphàneia
The authour examines two essays by Ernesto Bonaiuti on the influence of imperial bureaucratic language on the New Testament use of the words parousia and epiphàneia. Maisano proposes a new approach to Buonaiuti’s work.
Sergio Rostagno, Risurrezione della risurrezione
L’Autore mostra, attraverso una rassegna di opere uscite nel nostro paese, il ritorno alla ribalta, nella riflessione filosofica e teologica, di un tema che, nel recente passato, non sembrava attirare l’interesse degli studiosi. L’esame di queste opere recenti è anche l’occasione per sottolineare la vivacità del dibattito italiano, «al di là di un’atmosfera pubblica troppo determinata da battute pubblicitarie»
Sergio Rostagno, The Resurrection of Resurrection
Lately, theological and philosophical publications in Italy underline a renewed interest in the Resurrection, a subject which until recently did not much attract the attention of scholars. Rostagno takes a look at these recent publications and notes that discussion of the Resurrection is alive and well in Italy, above and beyond any effect created by advertising and publicity.